Il tango, storia e passione di Buenos Aires

Il tango, storia e passione di Buenos Aires

di Giuseppe De Pietro

Lasciarsi andare dal ritmo del bandoneon, dall’amplesso sulla pista
da ballo, dalla poesia gremita di nostalgia

Nei vicoli selciati dei sobborghi. di Buenos Aires Nelle facciate secolari
delle case d’immigranti. Nei bar, nelle librerie e negozi di dischi del centro. Nei
saloni di tango e milonghe gremiti di ballerini confusi in un abbraccio.
La città è vissuta al ritmo del tango. Il tango non è soltanto
un’espressione musicale e un ballo sensuale, rappresenta tante altre
cose. Si tratta di un particolare linguaggio – il lunfardo, un gergo
ibrido, derivato del fenomeno immigratorio e dai sobborghi di Buenos
Aires – è un modo di vestire e di muoversi, insomma un modo di vivere.
Dichiarato Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Di origini marginali e della mala vita, lungo la prima meta del secolo, scorso
il tango divenne la musica porteña per eccellenza. Le impronte
di quell’epoca d’oro si trovano ancor oggi nelle immagini onnipresenti
di Carlos Gardel, detto il “Zorzal criollo”che secondo i porteños “ogni
giorno canta meglio” Nelle strade di Buenos Aires immortalate con i nomi
di musicisti e poeti del tango: Enrique Santos Discépolo, Cátulo
Castillo, Aníbal Troilo, Roberto Goyeneche. Percorrere i quartieri
tipici di questa cultura è un modo opportuno per conoscere il mito di
questa musica cittadina.

Sebbene le tracce di questa cultura siano presenti in tutti gli angoli
della città con l’intervento di musicisti stradali suonando il
bandoneon e le coppie di ballerini che passano il cappello tra gli
spettatori (nella centrica strada pedonale Florida, nelle piazze della
raffinata Recoleta), ci sono anche quartieri simbolici della storia del
tango: A sud, Boedo e al centro, l’Abasto. Due classiche e pittoresche
immagini rappresentative dell’atmosfera del tango sono Caminito nel
quartiere di La Boca e Piazza Dorrego, a San Telmo.

Nella Buenos Aires di oggi, il tango non è soltanto un ricordo.
La cultura del tango si è rinnovata grazie all’apporto delle nuove
generazioni di musicisti che combinano il tango con altri ritmi musicali
o semplicemente lo adattano alle tendenze attuali. Quando si fa sera
nella città, la musica svela tutta la sua sensualità e il charme nei
suoi saloni da ballo e milonga, nelle cene show e spettacoli teatrali di
alta performance. Il circuito è veramente svariato e si concentra
maggiormente nei quartieri del sud, dove orchestre, cantanti e ballerini
di primo livello offrono performance classiche e moderne abbinate alla
squisita e autentica cucina argentina (si è formato un interessante
connubio di piaceri fra l’asado, le empanadas, il vino e il tango).

L’elemento essenziale di questa esperienza è il virtuosismo. Le coppie
realizzano complicatissimi passi, con dei giri e rigiri, salti e pivot
con molta sensualità. I costumi sono lussuosi. I cantanti e le orchestre
accompagnano le meraviglie ed esaltano il tango in tutto il suo glamour
nella notte di Buenos Aires.

Più ignote ma non meno attraenti, le milongas (presenti in centro e nei
quartieri di Almagro, Abasto e Palermo) aprono le loro porte e invitano
a ballare “fino a sciupare il pavimento”. Lontane dal concetto di
spettacolo, nelle milongas popolari sono tutti protagonisti. Qui il
tango non si contempla ma è vissuto. Nella pista da ballo si confondono
esperti, amatori, novelli e curiosi di tutte le età. Alcune milonghe
iniziano con le lezioni di ballo in cui s’imparano gli otto passi
basici. Per prendere queste lezioni bisogna arrivare presto. Dopo, ci si
lascia andare: l’improvvisazione è una delle caratteristiche più
attraenti del tango.

Il tango si gode a Buenos Aires lungo tutto l’anno, pero nel mese di
agosto gli amanti di questa musica hanno un appuntamento imperdibile. Il
Festival e Torneo Mondiale di Tango. Concerti generali, milonghe
all’aperto, fiere di design, presentazioni delle grandi figure e la
visita dei ballerini e musicisti di tutto il mondo producono una vera e
propria festa porteña.

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